Bye bye Special One

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di Massimo Pisciotta

Nel calcio così come nella politica, nella storia dell’umanità in generale, i grandi miti quasi sempre sono destinati a crollare sotto le bordate implacabili del tempo. E’ quasi la leggenda che logora se stessa con il peso delle aspettative e degli oneri che con il trascorrere del tempo diventano fardello ingestibile sotto il quale piegarsi. Così anche il mito di Josè Mourinho, l’allenatore del triplete interista, deve fare i conti con l’onta più temuta e infamante per un allenatore di caratura internazionale: l’esonero. Essere ufficialmente sollevato dal proprio incarico perché ritenuto non più all’altezza della situazione.

L’idillio tra Mourinho ed il Chelsea di Roman Abramovic si è interrotto ufficialmente questa mattina quando alle pressioni dei tabloid inglesi la società di Stamford Bridge ha risposto con un lacolino comunicato ufficiale: “E’ interesse di entrambe le parti dividere le nostre strade”.

Fatale allo Special One, come lo chiamavano i tifosi dell’Inter, l’ennesima sconfitta di Premier League maturata ieri contro la sorpresa Leicester City dell’italiano Ranieri. Insopportabile per la dirigenza del Chelsea il ruolino di marcia dei Blues che sono passati dai fasti della vittoria in campionato di appena 6 mesi prima ai 15 punti in 16 partite di questa stagione.

Per chi si dedica alle statistiche e in una notizia del genere non riesce ad andare oltre l’idea di un nuovo disoccupato a spasso per il mondo ecco un consiglio: non state in pena per Josè Mourinho. il suo esonero, che non è esattamente come il licenziamento per un operaio, lo arricchirà in maniera clamorosa.

La liquidazione, che lo renderà un allenatore disponibile per qualsiasi altra squadra già a partire dalla prossima stagione, non è stata ancora ufficialmente stabilita ma si aggira intorno ai 40 milioni di euro. Riusciamo solo ad immaginare quanto dura sarà la realtà di Mourinho che nei prossimi mesi non avrà un lavoro a nobilitarne l’animo.

 

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