Crocetta ed il suo ottimismo come risposta a Vecchioni.

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di Massimo Pisciotta

Doveva essere un’incontro dal quale trarre spunti d’interesse. Per gli studenti, accorsi nell’aula magna della facoltà di ingegneria, sarebbe potuto essere un momento di confronto con un occhio attento ed intelligente che da lontano osserva la nostra realtà e ne legge bellezze e storture ed invece l’intervento del cantautore Roberto Vecchioni all’Università di Palermo è diventato campo di battaglia per la politica nel quale combattere con il meglio dell’arsenale dialettico e figurativo a disposizione.

Tutto questo perché Roberto Vecchioni da Carate Brianza ha avuto l’ardire di dire che ‘la Sicilia è un’isola di merda’. Parole pesanti motivate da argomentazioni al limite dell’inconfutabile, ma pur sempre parole pesanti. Impossibili da digerire per l’orgoglio di un popolo che ha fatto quanto di meglio può riuscire per difendere il proprio nome: indignarsi sui social network.

Se da un lato lo stesso Vecchioni, con lo stupore dell’educanda costretta ad entrare in un night club, si dice sconvolto e dispiaciuto per le polemiche venute fuori da cotanta sincerità nell’esprimere il proprio pensiero, dall’altra, dopo 2 giorni di proteste mediatiche a tutti i livelli, il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ha deciso di entrare nel merito con un comunicato ufficiale.

Se qualsiasi altra istituzione al mondo lascia le repliche ad un ufficio stampa che con paroloni roboanti risponde al torto ricevuto, questo non accade in Sicilia dove la maggiore carica politica decide di affidare alla fotografia ed al buonumore il compito di oscurare le parole d’offesa. “La mia risposta a chi parla male della Sicilia”. Questo è il titolo del comunicato diramato anche su Facebook con il quale il Presidente Rosario Crocetta ha espresso il proprio pensiero in merito alle parole di Roberto Vecchioni e che noi riportiamo integralmente:

Castel di Tusa, 6 dicembre. Una giornata bellissima, con un tuffo nel mare incontaminato di Castel di Tusa la risposta del presidente Crocetta a quanti parlano male della Sicilia. “La Sicilia è un’isola bellissima, la più bella del mondo e il suo popolo è straordinario. Abbiamo dei problemi, molti dei quali arrivano dal passato ma non voglio fare polemica con nessuno. Stiamo superando tutto, il Pil comincia a crescere e ci sono già alcuni piccoli segni di ripresa. La cosa importante è che ci sia un popolo unito, che si batte contro il malaffare e la corruzione per una Sicilia libera. Buon ponte dell’Immacolata a tutti”

In poche righe c’è tutto: l’accettazione del fatto che i problemi ci siano, lo scarica barile nei confronti dei  governatori che tanto male hanno fatto alla Sicilia, l’ottimismo (perché solo così può essere definito) legato al fatto che tutto andrà meglio e la bugia del popolo unito che si batte contro il male.

Che sia una boutade, come quelle che solo il Presidente ci ha abituato a sopportare da quando ha assunto la propria carica, o una vera risposta atta a stemperare tante inutili e stucchevoli polemiche su una definizione, che resta pur sempre il parere di un cantautore e basta, lo scopriremo solo nei prossimi giorni. Certo è che la risposta da parte della politica locale e nazionale non si è fatta attendere e da più fronti la foto di Crocetta in costume ha fatto riflettere non tanto sulle bellezze dei lidi isolani quanto sulla strafottenza di un Presidente che, in gita al mare, ritiene di rispondere ad argomentazioni che ormai sono diventate politiche con un coro da stadio simile al ‘Noi abbiamo il sole, noi abbiamo il mare, voi solo la nebbia’ che spesso è possibile ascoltare quando al Renzo Barbera in campo si affrontano il Palermo e una squadra a caso da Bologna in su.

Mentre gli ‘esperti di classifiche’ stanno già tentando di stabilire se questo comunicato sia più o meno imbarazzante di altre uscite infelici del Presidente Crocetta, i siciliani, durante questo ponte dell’Immacolata, avranno un compito in più: cercare i timidi segnali di ripresa di un’isola che, a parte le sue bellezze naturali, al momento è vista sempre più dai giovanissimi come una terra dove tornare in vacanza e dalla quale fuggire per cercare un lavoro.

 

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