Dionne Warwick dichiara bancarotta

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Dionne Warwick

Anche per le stelle della musica e del cinema non sono sempre rose e fiori. La cantante statunitense Dionne Warwick ha presentato istanza di bancarotta in New Jersey dopo aver scoperto che deve pagare oltre 10,7 milioni di dollari di tasse, a causa, ha spiegato, della cattiva amministrazione delle proprie finanze. E’ solo l’ultima di una lunga serie di stelle cadute in disgrazia, da Michael Jackson a Whitney Houston.

Il caso della Warwick non è certo isolato anche se fa particolarmente rumore perché non ci si trova di fronte a una stellina effimera della tv o della musica, del tipo un successo e via, ma di una star di prima grandezza sulla breccia da decenni. Il 21 marzo la cantante ha depositato un elenco di attivi per 25.500 dollari a fronte di passività complessive per oltre 10,7 milioni di dollari, in grandissima parte cartelle esattoriali dell’Internal Revenue Service e della California, secondo l’istanza. La bancarotta personale è motivata con “la negligente e rozza malamministrazione finanziaria” da fine anni 80 alla metà degli anni 90.

Spesso il successo porta a vivere al di sopra delle proprie possibilità, sperperando le fortune accumulate per poi trovarsi in situazioni drammatiche. Lindsay Lohan, tra un fiasco professionale e un arresto, si è ritrovata ad avere milioni di dollari di debiti. La povera Whitney Houston (che di Dionne Warwick era nipote) ha dilapidato i suoi averi in droghe ed eccessi al punto di essere ridotta sul lastrico al momento della morte. E poi ancora Boy George, Tori Spelling, Stephen Baldwin, tutti costretti a certificare la propria “rovina” economica. Persino una superstar come Michael Jackson è arrivato sul punto di vendere il suo famoso ranch delle meraviglie, il Neverland, e a pensare di fare 50 date del suo ultimo spettacolo, per sanare una situazione economica che faceva acqua da tutte le parti. Ci chi non arriva al disastro ma pensa per tempo a limare costi e rimpinguare il gruzzolo in banca, come Bon Jovi, che ha messo in vendita la sua lussuosa abitazione nel quartiere di Soho a New York, per “soli” 42 milioni di dollari.

E se molti, pur dichiarando bancarotta riescono comunque a continuare a vivere una vita perlomeno agiata, c’è anche chi sprofonda nella miseria. Come Erin Moran, l’ex sottiletta di “Happy Days”, ridotta a poco più di una homeless a vivere in una catapecchia, o come Susan Richardson che da stellina della “Famiglia Bradford”, è passata a vivere in una roulotte. Il mondo delle serie tv è un universo che meriterebbe una trattazione a parte. Basti pensare ai protagonista de “Il mio amico Arnold”, finiti tutti più o meno male e in miseria: Dana Plato morta di overdose dopo essere arrivata a posare nuda per raccogliere qualche soldo; Todd Bridges arrestato più volte, per droga e tentato omicidio, e Gary Coleman ridotto a fare da comparsa o (in un periodo) da agente di sicurezza, per sopravvivere. 

In Italia ha fatto rumore la bancarotta di Lele Mora ma, nel suo piccolo, anche l’ex vincitore del Grande Fratello, Mauro Marin, si è trovato negli ultimi tempi travolto dalla crisi economica e da una popolarità che andata scemando. E così lui non vende ville o grandi proprietà ma il suo profilo Facebook, partendo da una base d’asta di 100mila euro.

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