Il tram e il principio di infelicità dei palermitani.

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Di Elisabetta Accardi

 

Lo scorso 30 Dicembre 2015 il tram ha fatto la sua prima corsa ufficiale. C’erano il Sindaco, gli assessori, i giornalisti e numerosissimi curiosi che volevano vedere all’opera questo “trenino” di cui si era tanto parlato e che aveva creato tanto scompiglio alla mobilità palermitana.

Si registrano numeri e cifre inimmaginabili e ciò lascia pensare al sindaco e alla sua giunta che si tratti di una risposta positiva, che i palermitani finalmente si sono convinti che il tram può rappresentare davvero una svolta al caotico traffico di automobili che ogni giorno affolla le strade della città.

I giorni a seguire sono un continuo timbrare biglietti. Ma il vero resoconto si avrà solo quando le scuole saranno riaperte dopo la pausa natalizia.

E’ il 7 Gennaio 2016, suona per tanti studenti la sveglia. E’ arrivato così il giorno del fatidico scontro. Tutto lascia pensare che ancora una volta il Tram ne sia uscito a testa alta, perché quando nel primo pomeriggio il sindaco fa sapere, attraverso una nota, che non si sono verificati né ritardi né grossi problemi di traffico, tutti tirano su un sospiro di sollievo.

E allora, cosa c’è che non va? Cosa non convince pienamente i cittadini?

Saranno i problemi con le macchinette dei biglietti che non restituivano il resto? Saranno i venti minuti di attesa? Cosa turba la sensibilità dei palermitani?

Ho provato a fare un giro sul tram diverse volte, di stare a contatto con i cittadini “contrari”, quelli scettici,  per cercare di capire cosa li spingesse a lamentarsi. Raccolgo diverse opinioni. Da: “Il trenino non mi dispiace, solo mi aspettavo qualcosa di più” a  “Ritarda troppo rispetto a quanto avevano detto” passando per “Si stava meglio quando si stava peggio”.

Adesso fermiamoci. Proviamo a riflettere. Che il palermitano abbia queste reazioni per le tanto discusse ZTL? Potrei essere sulla strada giusta.

Provo a chiederlo, ma sembra quasi stia parlando di un codice marziano che nessuno comprende. Eppure mi trovo in via Leonardo da Vinci a pochi metri da via Notarbartolo e mi sembra assurdo che nessuno sappia o voglia parlare di ZTL.

Nel frattempo passano i giorni e cominciano ad arrivare i primi bollettini di “guerra”. “Auto si scontra contro tram”, “Macchinette distrutte”, “Fermate e aree di attesa imbrattate con scritte” e per concludere “Auto sui binari del tram”.

Mi fermo a riflettere e arrivo ad una sola considerazione. Nel 2016 non credo sia possibile accettare che si verifichino atti del genere .  Quanto di più folle possa è farsi indignarsi e offendersi per delle dichiarazioni che definiscono la Sicilia una “Terra di merda” e poi trattarla così.

Non è con le foto delle spiagge e delle belle giornate che si aiuta questa città a migliorare. Ed è anche per questo che sono giunta all’unica conclusione possibile: Il palermitano non è in grado di cogliere ogni segno di positività gli si presenti per la sua città, perché sarà sempre impegnato a screditarlo, sempre impegnato a puntare il dito contro qualcosa che ancora non va, o che a differenza delle altre città ancora non c’è. Contro tutti meno che contro se stesso.

La sua è una lotta esistenziale e continua a ciò che potrebbe renderlo, anche solo lontanamente, felice.

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