La Cina dice addio al figlio unico, dal 2016 in vigore la nuova legge

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Di Greta Di Maria

Cambiamento storico in Cina. Si chiude l’era del figlio unico durata 35 anni: la nuova norma sarà in vigore il primo di gennaio. Una decisione che era stata presa dal Partito Comunista Cinese lo scorso 29 ottobre. Così, termina oggi la politica introdotta alla fine degli anni Settanta. L’emendamento alla legge sulla popolazione che autorizza le coppie ad avere un secondo figlio, introdotto per porre rimedio ai costi insostenibili dell’invecchiamento della popolazione, è stato promulgato dal Congresso del Popolo con la “decisione storica” come scrive l’agenzia Xinhua, ed entrerà in vigore il primo gennaio.

Ecco come la Legge della Popolazione e pianificazione familiare mette fine a oltre tre decenni di una rigida, ma mai digerita politica demografica nel Paese più popoloso del mondo. Un allentamento della politica del “figlio unico” c’è già stata nel 2013, perché era stato ampliato il numero delle eccezioni alla regola generale ma, l’emendamento odierno segna un ulteriore passo avanti. Perché in una lunga seduta di una settimana, l’organo legislativo cinese ha adottato anche la prima legge contro le violenze domestiche e la prima anti-terrorismo.

Limiti che continueranno a sussistere alla procreazione di altri figli oltre al secondo. Si valuta che finora la legge introdotta nel 1979 ha evitato 400 milioni di nascite. E alle coppie che violavano la norma, venivano applicate una serie di sanzioni, dalle quelle pecuniarie, alla perdita del posto di lavoro, fino all’aborto forzato anche in avanzato stato di gravidanza.

Il governo cinese ha sempre sostenuto che la limitazione a un solo figlio, soprattutto nelle aree urbane, ha contribuito allo sviluppo del Paese e all’uscita dalla povertà per 400 milioni di persone negli ultimi tre decenni, ma Pechino ha anche ammesso che il tempo era scaduto. Tra gli effetti collaterali più dannosi della politica del figlio unico in Cina, gli esperti mettono in evidenza il rapido invecchiamento della popolazione. Nel corso del tempo la misura ha però creato una serie di squilibri demografici, tanto che erano state introdotte delle eccezioni come per le minoranze etniche o le coppie “rurali” il cui primo figlio era una bambina. Già due anni fa si era stabilito che una coppia poteva avere un secondo bambino se almeno uno dei due genitori era figlio unico.

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