Sesso in carcere, l’ultima controversa proposta di legge del PD

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Di Daniele Valenti

Sesso in carcere per i detenuti. Ecco la funambolica nuova proposta di legge del PD. Il ddl, prevede una visita al mese, fino a un massimo di 24 ore, in locali a prova di privacy senza controlli visivi e auditivi. Il testo si chiama “Relazioni affettive dei carcerati” e domani approderà in commissione Giustizia. Il primo firmatario, il deputato ex Sel e oggi PD Alessandro Zan, fa notare che l’iter è a buon punto: “C’è l’accordo politico e abbiamo l’ok del ministro Orlando“, spiega.

Le altre forze politiche, segnatamente la Lega Nord, prometteno battaglia. “È l’ennesimo delirio targato PD – attacca il Carroccio per bocca del suo esponente Nicola Molteni – Stiamo parlando di stanze per il sesso in carcere al fine di allietare i detenuti. In pratica il partito di Renzi vuole trasformare le galere in veri e propri bordelli. Anziché calendarizzare la nostra proposta di legge sulla legittima difesa, portano avanti una legge per offrire sesso ai detenuti. Ormai siamo alla follia totale“.

Ma secondo i firmatari, la proposta di legge ha fini nobili, in quanto “tesa a garantire il diritto all’affettività in carcere inteso in senso ampio: dalla sessualità all’amicizia, fino al rapporto familiare. Un diritto all’affettività che sia in primo luogo diritto ad avere incontri, in condizioni di intimità, con le persone con le quali si intrattiene un rapporto di affetto“.

Stando alla proposta di legge, le visite lontane da occhi indiscreti potranno avvenire con qualsiasi persona che effettua già i colloqui ordinari. “I detenuti hanno diritto a una visita al mese della durata minima di 6 ore e massima di 24 ore con le persone autorizzate ai colloqui“, riporta nel dettaglio la proposta. L’intimità, evidentemente, deve valicare i limiti delle camere da letto spingendosi fin dentro le carceri.

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