[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/05\/23\/giovanni-falcone-noi-che-quel-23-maggio-ce-lo-ricordiamo\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/05\/23\/giovanni-falcone-noi-che-quel-23-maggio-ce-lo-ricordiamo\/","headline":"Noi che quel 23 maggio ce lo ricordiamo&#8230;","name":"Noi che quel 23 maggio ce lo ricordiamo&#8230;","description":"Era un sabato assolato, ma non troppo, la citt\u00e0 si era spostata al mare, Mondello era piena di ragazzi, quelli che non studiavano e non lavoravano, quelli che all&#8217;uscita da scuola prendevano al volo l&#8217;autobus per buttarsi in acqua&#8230;.poi, c&#8217;erano quelli che gi\u00e0 lavoravano o che, all&#8217;universit\u00e0, si preparavano per gl&#8217;imminenti esami&#8230;un sabato pomeriggio qualunque [&hellip;]","datePublished":"2022-05-23","dateModified":"2022-05-23","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.radiotime.it\/author\/fatima\/#Person","name":"Fatima Sanfilippo","url":"https:\/\/www.radiotime.it\/author\/fatima\/","identifier":24,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f20cf706b8b2ad5d9c4e139c55561240?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f20cf706b8b2ad5d9c4e139c55561240?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","name":"RADIOTIME","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.radiotime.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Logo_Time_1500-e1580898267395.png","url":"https:\/\/www.radiotime.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Logo_Time_1500-e1580898267395.png","width":600,"height":60}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.radiotime.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Strage_di_capaci.jpg","url":"https:\/\/www.radiotime.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Strage_di_capaci.jpg","height":400,"width":600},"url":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/05\/23\/giovanni-falcone-noi-che-quel-23-maggio-ce-lo-ricordiamo\/","about":["Cronaca","News"],"wordCount":934,"keywords":["#falcone","23 maggio","capaci","Giovanni Falcone","morvillo","Paolo Borsellino","Strage di Capaci"],"articleBody":"Era un sabato assolato, ma non troppo, la citt\u00e0 si era spostata al mare, Mondello era piena di ragazzi, quelli che non studiavano e non lavoravano, quelli che all&#8217;uscita da scuola prendevano al volo l&#8217;autobus per buttarsi in acqua&#8230;.poi, c&#8217;erano quelli che gi\u00e0 lavoravano o che, all&#8217;universit\u00e0, si preparavano per gl&#8217;imminenti esami&#8230;un sabato pomeriggio qualunque che alle 17,58 avrebbe colpito tutti loro, l&#8217;intera Palermo.Un boato lontano per alcuni, pi\u00f9 vicino per chi si trovava al mare, seppur distratto, lo ha sentito e ha tremato.Quello era un periodo duro, grandi attacchi a &#8220;cosa nostra&#8220;, il pool antimafia da anni lavorava a risultati importanti, aveva perso tante vite, uomini integerrimi, magistrati, uomini delle forze pubbliche, amministratori della cosa comune, Prefetti&#8230; Ma non avevano mollato e ne avrebbero avuto ben donde&#8230;paura per s\u00e9 e per le proprie famiglie, disincanto, avrebbero potuto arrendersi ad un sistema che pullulava di infiltrati che sabotavano ogni singola iniziativa di Giustizia.Quel trasferimento di Falcone a Roma, l&#8217;uomo di strada lo aveva visto come un abbandono della lotta, come una resa&#8230;.qualcuno lo aveva preso come un tradimento all&#8217;amico Paolo Borsellino, che era rimasto al fronte.Chi, invece, seguiva i fatti di Giustizia, anche solo per informarsi, sapeva che quella promozione a direttore degli affari generali del Ministero di Grazia e Giustizia, per il Giudice Falcone era proprio il modo di superare ogni ostacolo e lavorare sulle riforme, legittimare e affinare gli strumenti che, insieme al pool antimafia, aveva sperimentato e fornire basi istituzionali inattaccabili alle Procure di tutto il mondo per operare in sinergia e sconfiggere la mafia.Per la Palermo buona, quella che di Falcone non poteva che fidarsi, il trasferimento a Roma era il modo per fare calare la tensione, per non perdere nulla\u00a0 del lavoro meticoloso fin l\u00ec svolto&#8230;.e perch\u00e9 no&#8230;per sopravvivere alla macchina da guerra potentissima che aveva creato e che lo aveva piazzato al centro del mirino della mafia internazionale.Eppure, a quel boato, ogni palermitano ha pensato a lui, al dott. Falcone&#8230;Dopo il boato ci fu un silenzio lunghissimo, tante televisioni si accesero alla ricerca di informazioni&#8230;.allora internet non c&#8217;era&#8230;ma niente&#8230;nessuna notizia per pi\u00f9 di mezz&#8217;ora.Le prime Ansa e i pi\u00f9 informati davano Falcone a Roma, impossibile si trattasse di lui&#8230;.ma, dopo un po&#8217;, arriv\u00f2 la notizia che fosse rientrato in citt\u00e0 quel mattino&#8230;.Dopo 10 minuti, il silenzio fu rotto dalle prime sirene&#8230;.la polizia, i carabinieri&#8230;.e poi le ambulanze, quel suono acuto, incalzante, dirompente&#8230;.moltiplicato per dieci&#8230;.Sembravamo api, giravamo vorticosamente, non sapevamo se scendere in strada per capire e aiutare, se chiuderci dentro e continuare a ronzare nervosamente, attendendo di sapere che non fosse nulla di grave.Poi la conferma, una bomba in autostrada, all&#8217;altezza di Capaci&#8230;., una strage, la scorta fatta a brandelli e solo per fatalit\u00e0 il Giudice era ancora vivo ed era stato trasportato al nosocomio pi\u00f9 vicino.Di quell&#8217;uomo coraggioso, che aveva scelto di non avere figli per non mettere al mondo orfani, in un istante siamo diventati tutti figli, che tremavano e pregavano perch\u00e9 potesse salvarsi, con lui soffriva e lottava la speranza di tutti noi ragazzi, bambini, uomini che a questa Palermo pulita ormai ci credevano.Quante lacrime quel 23 maggio 1992, quanta disperazione, quanta vergogna&#8230;e c&#8217;era chi gi\u00e0 piangeva gli agenti della scorta, gli angeli custodi&#8230;.quelli che anche se sapevano bene che rischio corressero, erano l\u00ec accanto al loro Giudice.All&#8217;inizio si disse che la dott.ssa Francesca Morvillo fosse stata trattenuta a Roma, la commissione di quel concorso per la magistratura aveva richiesto la sua presenza anche il sabato&#8230;.e invece&#8230;.Le famiglie si riunirono davanti la TV, come quando si guardava la finale dei Mondiali, ma stavolta c&#8217;era pi\u00f9 silenzio, la citt\u00e0 pareva avvolta dal vuoto, dappertutto.Palermo si era fermata, per strada risuonavano solo le sigle delle varie edizioni speciali dei tg&#8230;tutti eravamo in attesa di un lieto fine che non arriv\u00f2 mai.Palermo rimase a bocca aperta, con gli occhi pieni di lacrime e un grido soffocato in gola&#8230;.Stavolta la mafia aveva colpito tutti noi, aveva ucciso platealmente la speranza e mandato un messaggio chiaro e forte&#8230;.guai a chi volesse riprovarci !!!Col cuore in pezzi, accanto alle pi\u00f9 alte cariche dello Stato, ai funerali c&#8217;era tutta Palermo&#8230;nessuna esitazione su quanto potesse essere pericoloso essere l\u00ec quella mattina,\u00a0 alla Chiesa di S.Domenico, quella dove si celebrano i funerali di Stato. Eravamo tutti l\u00ec, chi osservava un silenzio rispettoso e addolorato, chi urlava la propria rabbia, perch\u00e9 veniva tenuto a distanza&#8230;.chi gridava che quello era il nostro funerale.E poi sale sull&#8217;altare la vedova di Vito Schifani, Rosaria Costa e zittisce tutti, col suo dolore autentico e si rivolge direttamente ai mafiosi, perch\u00e9 c&#8217;erano anche loro li tra noi, e piangendo al microfono, sorretta da un prete che la vorrebbe fiduciosa, e la scuote quando esce dal seminato, lei, invece, tuona con il poco fiato che le concedeva l&#8217;emozione &#8220;loro non cambiano&#8221; &#8220;non c&#8217;\u00e8 amore qui, non ce n&#8217;\u00e8&#8221;.Quel giorno gridavamo e piangevamo a quelle ennesime morti ingiuste, alla fine della speranza.Noi che quel 23 maggio c&#8217;eravamo abbiamo un compito, il compito di garantire la memoria, di raccontare il dolore, sul quale poggia ogni speranza dei cittadini onesti.Abbiamo l&#8217;obbligo di fare camminare le loro idee sulle nostre gambe e su quelle dei nostri figli, dei nostri nipoti e cos\u00ec via&#8230;.per non dimenticare MAI.&nbsp;GUARDA IL VIDEO&nbsp;"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"2022","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/#breadcrumbitem"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"05","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/\/05\/#breadcrumbitem"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"23","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/\/05\/\/23\/#breadcrumbitem"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Noi che quel 23 maggio ce lo ricordiamo&#8230;","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2022\/05\/23\/giovanni-falcone-noi-che-quel-23-maggio-ce-lo-ricordiamo\/#breadcrumbitem"}]}]