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Riforma degli enti locali, polemiche per le norme non approvate

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Ieri, martedì 17 febbraio, è stata approvata la riforma degli Enti Locali, ma le polemiche in tal senso non accennano a placarsi. La riforma vede l’approvazione delle quote rosa, ovvero la riserva del 40% di donne nelle giunte comunali, e il tagliando anti frode. Non approvate le norme riguardanti un terzo mandato per i sindaci dei comuni minori e la figura del consigliere supplente.

Una Riforma Azzoppata

Una riforma che, dapprima, manifestava la voglia di cambiare in modo massiccio la realtà riguardante gli Enti Locali, oggi si trova azzoppata rispetto alle promesse iniziali. I primi a protestare sono gli stessi comuni siciliani, che parlano di Autonomia Regionale tradita. Sulla vicenda si sono soffermati Paolo Amenta e Mario Emanuele Elvano, presidente e segretario dell’ANCI Sicilia. I due rappresentanti hanno dichiarato la necessità di una riflessione seria sull’autonomia speciale della Sicilia, che tante volte si traduce in incertezza normativa: “L’autonomia speciale deve rappresentare uno strumento di rafforzamento delle istituzioni territoriali, non un fattore di debolezza. Se essa non è in grado di garantire stabilità normativa, diventa doveroso interrogarsi sulla necessità di un riallineamento complessivo del sistema degli enti locali siciliani”.

Le Reazioni alla Riforma

Contrarie le reazioni di maggioranza e opposizione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza, ha manifestato amarezza per il risultato conseguito: “Chiedo scusa per tutto ciò agli amministratori locali e all’Anci Sicilia. Non meritavano questo trattamento da parte dell’Ars che si è dimostrata miope in questa occasione oltre che condizionata per l’ennesima volta dal voto segreto”. Dall’altra parte, Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle, si dice orgoglioso per quanto riguarda norme introdotte: “Sono orgoglioso per la norma su quote rosa nelle giunte dei Comuni, arrivata pure troppo tardi. Quantomeno su questo versante siamo allineati al resto d’Italia”.

Nicholas Barone

 

 

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