Il Festival di Sanremo non è solo canzoni e fiori; è una vera e propria corazzata economica che muove l’intero Paese. Secondo le ultime analisi di EY (Ernst & Young), l’edizione 2026 ha generato un impatto economico complessivo di 252 milioni di euro. Ma da dove arrivano questi soldi e chi ci guadagna davvero?
1. I numeri della “Macchina da Soldi”
L’impatto non è solo teorico, ma si divide in tre grandi aree:
- Impatto Diretto (circa 102 mln €): Legato al valore della produzione, tra costi e ricavi immediati del Festival.
- Indotto Turistico e Locale (circa 200 mln €): Il settore alloggi, ristorazione e servizi turistici a Sanremo e dintorni vede un’impennata verticale durante la settimana santa della musica italiana.
- Valore per lo Stato: Tra tasse e contributi, il Festival riversa nelle casse pubbliche oltre 200 milioni di euro.
2. La Pubblicità: il tesoretto della Rai
Per la Rai, Sanremo è l’evento dell’anno anche nel bilancio. Solo la raccolta pubblicitaria ha superato abbondantemente i 65 milioni di euro, con una crescita costante rispetto alle edizioni passate. Uno spot durante le serate di punta può arrivare a costare cifre esorbitanti, confermando il Festival come la vetrina più ambita per i brand.
3. Chi guadagna (e chi no)
Spesso si parla dei cachet, ma la realtà è più complessa:
- Il Comune di Sanremo: Incassa circa 8 milioni di euro tra convenzioni e tasse di soggiorno.
- I Cantanti: Contrariamente a quanto si pensa, il vincitore non riceve un premio in denaro. Gli artisti ricevono un indennizzo a titolo di rimborso spese (circa 53.000 euro per l’intero progetto artistico), ma il vero guadagno arriva dopo, con lo streaming e i tour.
- Lavoro: L’evento attiva oltre 1.400 posti di lavoro, confermandosi un motore occupazionale fondamentale per la regione.
Conclusioni
Dietro lo spettacolo di Carlo Conti (o dei suoi successori) c’è un’azienda che produce ricchezza per il territorio e per lo Stato. Sanremo non è solo un “costo” per il canone, ma un investimento che restituisce molto più di quanto spende.

