Il sipario è calato sulla 76ª edizione del Festival di Sanremo, lasciando dietro di sé una scia di emozioni e, come da tradizione, accese discussioni. A sollevare l’iconica statuetta del leone rampante è Sal Da Vinci con il brano “Saremo io e te” (noto anche come “Per sempre sì”), ma i dati ufficiali raccontano una vittoria arrivata sul filo di lana.
Un verdetto spaccato in due
Il sistema di voto tripartito — composto da Televoto (34%), Giuria della Sala Stampa (33%) e Giuria delle Radio (33%) — ha creato un cortocircuito tra il gusto del pubblico e quello degli addetti ai lavori.
Nonostante la vittoria finale con una media del 22,2%, Sal Da Vinci non è stato il più votato dal pubblico a casa. Il primato del Televoto è andato infatti a Sayf, che con il tormentone “Tu mi piaci” ha dominato le preferenze popolari ottenendo il 26,4%, contro il 23,6% del vincitore.
Il peso delle giurie tecniche
A ribaltare il risultato sono state la Sala Stampa e le Radio. I giurati tecnici hanno premiato la classicità e l’interpretazione vocale di Sal Da Vinci, spingendolo verso il primo posto assoluto e lasciando Sayf al secondo gradino del podio con un distacco minimo (21,9% totale).
Al terzo posto si è consolidata Ditonellapiaga (20,6%), vera regina della critica e vincitrice morale della serata cover, seguita da Arisa e dalla coppia inedita Fedez & Masini.
Oltre il podio: i premi di qualità
Se il podio ha guardato alle vendite e alla tradizione, i premi collaterali hanno celebrato la ricerca musicale:
- Premio della Critica “Mia Martini”: Assegnato a Fulminacci per “Stupida sfortuna”, brano che ha raccolto 26 voti su 102.
- Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”: Andato a Serena Brancale, premiata per l’originalità della sua proposta.
L’edizione 2026 si chiude con un dato chiaro: Sanremo resta un campo di battaglia tra generazioni e linguaggi musicali diversi, dove la “pancia” del paese e la “testa” della critica faticano sempre più a trovare un punto d’incontro univoco.

