Continua la polemica riguardante il vascello russo e il suo presunto arrivo nel porto di Palermo.
LE PAROLE DI RICCARDO MAGI
Il vascello russo di cui si parla è un Ts Shtandart, una replica del vascello dello Zar Pietro il Grande che si pensava avrebbe attraccato nel porto di Palermo nel mese di maggio. Si è espresso anche il segretario +Europa, Riccardo Magi, sulla vicenda parlando di una: “palese elusione del regime sanzionatorio stabilito dall’Unione Europea a seguito dell’aggressione russa contro l’Ucraina. È bene ricordare che il Ts Shtandart non è solo una nave scuola, è un simbolo del potere marittimo imperiale russo. Permettere il suo attracco non costituirebbe solo una violazione tecnica delle norme, ma un inaccettabile segnale di debolezza politica e una mancanza di rispetto verso le vittime del conflitto in cors. Il Regolamento Ue – continua Magi – vieta l’accesso ai porti degli Stati membri a tutte le navi registrate sotto bandiera russa o che tentino di aggirare tali restrizioni attraverso cambi di registro o gestioni societarie opache”.
L’ACCUSA DI SCALETTA E LA NOTA DELLA GUARDIA COSTIERA
Sulla vicenda è intervenuto anche Enrico Scaletta, coordinatore del gruppo +Europa: “A nulla sono valse – spiega Scaletta – le lettere di protesta alle autorità da parte dell’Osservatorio guidato da Bernard Grua. Constatiamo con amarezza che, laddove i porti vengono chiusi indiscriminatamente a migranti e richiedenti asilo, il ministro dei trasporti Salvini dimostra di avere ‘Open Arms’ solo per i russi”. Sull’attacco ha risposto il ministro Salvini prima, commentando le parole: “Ci sono delle leggi, la guardia costiera rispetta le leggi. Non c’è niente da inventare”. Infine, a chiarire la vicenda ci ha pensato la Guardia Costiera, tramite una nota, spiegando che una richiesta di approdo non risulta e che, qualora richiesto, risulterebbe vietato farla attraccare nei porti europei.
Nicholas Barone

