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L\u2019iniziativa, che ha riunito rappresentanti delle Istituzioni europee, delle agenzie regolatorie del farmaco, della comunit\u00e0 clinico-scientifica, delle associazioni di pazienti e delle imprese del settore, ha portato nell\u2019agenda europea i bisogni ancora aperti delle donne con tumore e le condizioni necessarie a garantire la continuit\u00e0 della ricerca oncologica, con una concezione ampia di oncologia femminile che comprende anche le neoplasie non tradizionalmente associate alla donna.Un primo ambito di confronto ha riguardato la prevenzione e la diagnosi precoce, primo asse di Europ\u00e8s Beating Cancer Plan, da cui dipendono in misura decisiva gli esiti di salute. Ne \u00e8 emersa una conseguenza spesso trascurata nel dibattito sull\u2019accesso: l\u2019innovazione non si riduce al farmaco, ma comprende anche gli strumenti diagnostici e di profilazione che permettono di individuare tempestivamente la patologia e di scegliere il trattamento appropriato.\u201cDalla prospettiva della European Society for Medical Oncology, che ormai si posiziona sempre pi\u00f9 come una societ\u00e0 scientifica globale, la priorit\u00e0 \u00e8 la valutazione del beneficio clinico dell\u2019innovazione e le politiche di accesso. Gli strumenti ESMO, come la scala del beneficio clinico, possono aiutare a riconoscere le terapie di maggior valore e garantirne accesso prioritario. E\u2019 dunque essenziale che i sistemi sanitari rendano disponibili i farmaci e i test necessari in modo tempestivo ed equo\u201d ha spiegato Giuseppe Curigliano, Presidente eletto di ESMO.Nel tumore della mammella, la discussione ha richiamato anche il valore della prevenzione terziaria: ridurre il rischio di recidiva significa proteggere nel tempo la salute e la qualit\u00e0 di vita delle donne, contribuendo a prevenire il ritorno della malattia, spesso in fase metastatica, e a ridurne l\u2019impatto sul sistema sanitario e sulla societ\u00e0.Ampio spazio \u00e8 stato dedicato alla qualit\u00e0 di vita delle pazienti, dimensione riconosciuta in linea di principio ma che non sempre si traduce in indicatori, percorsi e risorse dedicate: accanto alla sopravvivenza, le pazienti misurano l\u2019esito delle cure sulla possibilit\u00e0 di continuare a lavorare, mantenere relazioni e progettare il proprio futuro. Un ruolo specifico spetta in questo quadro alla psiconcologia, come ricordato da Bianca Balti durante l\u2019evento, poich\u00e8 il peso emotivo della malattia accompagna le pazienti e le loro famiglie ben oltre la fase acuta. E\u2019 una dimensione che si estende dal trattamento alla fase successiva, al rischio di recidiva che non si esaurisce con gli anni di terapia adiuvante.\u201cQuando arriva una diagnosi ci si accorge che il bisogno non \u00e8 soltanto di terapie, ma di non sentirsi sole: il supporto psicologico e la psiconcologia non sono un servizio accessorio, bens\u00ec una parte sostanziale del percorso, per le pazienti e per chi le accompagna, a cominciare da chi se ne prende cura, spesso a sua volta una donna. Raccontare la propria esperienza serve anche a questo, a diventare un punto di riferimento per chi sta attraversando la stessa cosa e non sa a chi rivolgersi\u201d ha raccontato Bianca Balti, fondatrice di Mind Your Cancer ETS.Il confronto si \u00e8 infine concentrato sull\u2019equit\u00e0 di accesso e sulle condizioni per la ricerca in Europa.L\u2019iniziativa ha adottato una concezione ampia di oncologia femminile, estesa sia al tumore della mammella e ai tumori ginecologici sia alle neoplasie che interessano entrambi i sessi ma pesano percentualmente in modo maggiore sulle donne. E\u2019 stato rilevato come la ricerca non rappresenti un costo accessorio, ma un investimento capace di generare salute, competenze e valore, e come questa eccellenza non possa essere data per acquisita: tempi certi, regole prevedibili, infrastrutture adeguate e collaborazione stabile tra istituzioni, mondo accademico, clinici e imprese sono i presupposti per mantenere competitive Italia ed Europa.\u201cEssere donna incide ancora sul modo in cui un tumore viene diagnosticato e curato. Le donne restano ancora sottorappresentate negli studi clinici, e sappiamo che il sesso incide sulla risposta ai trattamenti, come nel caso dell\u2019immunoterapia. Occorre dunque ridurre tutto ci\u00f2 che ostacola una presa in carico tempestiva delle pazienti, la quale non passa soltanto attraverso lo screening in senso largo, ma deve bens\u00ec tenere conto delle esigenze specifiche delle donne. L\u2019obiettivo \u00e8 abbattere le barriere di ogni tipo, medico, sociale o economico, che ancora limitano l\u2019accesso delle pazienti alle cure\u201d ha sottolineato Valentina Guarneri, Presidente di Women for Oncology Italy.L\u2019iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di AstraZeneca, Novartis Italia, Bayer Italia e Daiichi Sankyo Italia, ha quindi confermato che la necessit\u00e0 oggi \u00e8 rendere l\u2019innovazione sostenibile in Europa, accessibile ed equa, affinch\u00e8 le future politiche sanitarie, industriali e farmaceutiche tutelino la ricerca oncologica e la presa in carico delle pazienti lungo l\u2019intero percorso di cura.-foto ufficio stampa Esperia Advocacy \u2013(ITALPRESS).Vai alla fonteAuthor: Agenzia di Stampa Italpress"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"2026","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2026\/#breadcrumbitem"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"11","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2026\/\/11\/#breadcrumbitem"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"05","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2026\/\/11\/\/05\/#breadcrumbitem"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Oncologia femminile in Europa: innovazione, equit\u00e0 e nuovi bisogni","item":"https:\/\/www.radiotime.it\/2026\/11\/05\/oncologia-femminile-in-europa-innovazione-equita-e-nuovi-bisogni\/#breadcrumbitem"}]}]