Condividi:

di Ivan Trigona

Quando ci chiedono chi sia il calciatore che abbia raccolto meno di quanto non meritasse tra tutti quelli mai visti in maglia Rosanero il pensiero va sistematicamente, costantemente, sempre a lui: Ninuzzo Barraco da Marsala. Barraco era un portatore sano di umiltà e nonostante l’immensa classe e l’innegabile bagaglio tecnico, per lui oggi, il fatto di non essere riuscito ad assaggiare la serie A è ampiamente compensato dalla militanza nel Palermo. “A Palermo sono stato benissimo. Sono innamorato dei colori Rosanero. Arrivai a Palermo per una scommessa di Arcoleo che poi vincemmo entrambi perché per tanta gente a 31 anni ero già anziano ed invece mi sono calato subito bene nella nuova categoria e sono riuscito a togliermi parecchie soddisfazioni”.

Barraco parla di City Group

Nino prosegue come un fiume in piena, lui che ha sempre preferito i fatti, in campo, alle parole. “L’avvento di questa nuova società significa tantissimo per Palermo. Questo gruppo porterà il Palermo molto in alto. Palermo merita il massimo. Non parlo di serie A ma addirittura di Champions League. Adesso possiamo sperare anche in questo traguardo nell’arco dei prossimi 3 anni. La nuova dirigenza ha già fatto capire di che pasta sia fatta e l’aver parlato subito del nuovo centro sportivo significa voler portare Palermo agli stessi livelli dei top-club europei”.

Prima di chiudere provochiamo un attimo Ninuzzo paragonandolo a Domenico Morfeo, talento mai del tutto sbocciato nonostante le grandi referenze. Lui ascolta e poi, con la sua consueta cordialità ed il tono pacato, tiene subito a specificare: “Scusami, non vorrei sembrarti presuntuoso: Morfeo è stato un buon giocatore ma io amavo Baggio, era lui il mio modello; per me erano lui e Maradona i numeri dieci ideali e io a loro mi ispiravo”. Chi dimenticherà mai, infatti, che anche la serie B, a metà degli anni novanta, poteva ammirare un codino che imperversava su tutti i campi regalando perle calcistiche? Era forse meno divino di quello di Roberto da Caldogno ma era pur sempre il codino di un grande giocatore di calcio: era il codino di Nino Barraco, talento puro e cuore Rosanero.

 

Condividi: