ROMA – Alla vigilia della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, il Palazzo del Quirinale ha aperto le sue porte alla musica. In un incontro senza precedenti per solennità e partecipazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto ieri, 13 febbraio 2026, il cast completo dei “Big” di Sanremo 2026, trasformando ufficialmente la kermesse da evento televisivo a pilastro dell’identità nazionale.
Un riconoscimento storico: il Pop come “Cultura”
Nel Salone delle Feste, davanti ai 30 artisti in gara, al direttore artistico Carlo Conti e alla co-conduttrice Laura Pausini, il Capo dello Stato ha pronunciato parole destinate a restare nella storia del Festival.
“La musica popolare non è solo intrattenimento, ma un vero e proprio patrimonio culturale dell’Italia”, ha dichiarato Mattarella. “Sanremo è un appuntamento che lascia il segno, uno specchio in cui la nostra società si riflette, si confronta e, attraverso le note, trova momenti di autentica unità.”
Il Presidente ha poi sottolineato l’importanza del Servizio Pubblico Rai nel custodire questa tradizione, definendo il Festival un “motore di coesione civile” capace di parlare a tutte le generazioni.
I momenti salienti dell’incontro
L’atmosfera, seppur istituzionale, si è sciolta in un momento di grande emozione collettiva:
- L’omaggio corale: Al termine del discorso ufficiale, spinti dall’entusiasmo di Laura Pausini e Carlo Conti, i 30 Big hanno intonato a cappella “Azzurro” di Adriano Celentano, regalando un fuori programma che ha visibilmente divertito il Presidente.
- La delegazione: Erano presenti icone della musica italiana e nuove leve, dai veterani che tornano sul palco dell’Ariston ai giovani talenti del 2026. Unica assente giustificata Patty Pravo, fermata da un leggero stato influenzale.
- Il dono degli artisti: Carlo Conti ha consegnato al Presidente una copia esclusiva in vinile contenente i successi storici del Festival, simbolo di un legame che dura da oltre settant’anni.
Sanremo 2026: verso il debutto
Questo “benestare” presidenziale carica di ulteriore significato l’imminente debutto di Carlo Conti, che torna alla guida del Festival con l’obiettivo di celebrare la melodia italiana in chiave contemporanea. La benedizione del Quirinale conferma che Sanremo, nel 2026, non è più solo una gara canora, ma l’evento in cui l’Italia riconosce se stessa.
L’appuntamento è ora fissato per la prima serata su Rai 1, dove la musica – da oggi ufficialmente “patrimonio culturale” – tornerà a essere l’unica vera protagonista.