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NUOVO COMUNE IN SICILIA: SI CHIAMA MISILISCEMI E HA POCO MENO DI NOVEMILA ABITANTI

La Sicilia ha un nuovo comune: si chiama Misiliscemi ed è nato con l’unione di otto frazioni che si sono staccate dalla città di Trapani. Si tratta delle frazioni di Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Pietretagliate, Palma e Salinagrande.

A dare il via libera, dopo una battaglia durata oltre dieci anni, è stata l’Ars qualche giorno fa con 21 voti favorevoli e 13 contrari. A supportare questa battaglia all’Assemblea regionale siciliana, ci hanno pensato  Eleonora Lo Curto e Stefano Pellegrino, i deputati di Marsala.

I misilesi (così si chiamano gli abitanti) avevano organizzato un referendum nel 2018, in pieno periodo di amministrative. L’affluenza, anche a causa dei candidati a Sindaco che non avevano voluto esprimere nessun pensiero in merito alla vicenda per non compromettere la corsa a Primo Cittadino, era stata davvero poca, ma tale da permettere al comitato per il “sì” di dare il via a questo nuovo progetto.

I malumori, soprattutto tra gli esponenti del comitato per il “no” e sui social non sono mancati, Misiliscemi di fatto “porta via” a Trapani l’aeroporto di Birgi che rientra di fatto nel territorio del nuoco Comune. Il penitenziario e lo stadio, contrariamente a quanto riferito in questi giorni, non rientrano nel territorio del neonato Comune che conta di fatto circa il 12,5% degli attuali abitanti di Trapani.

Tra i voti sfavorevoli per la creazione del comune, anche quello dell’onorevole del Pd Antonello Cracolici: “Votando a favore di questo nuovo Comune c’è il rischio di aprire la strada a tante altre piccole richieste che rimandano ad una frammentazione dei territori che sarà difficile governare. Io, da parlamentare, non intendo assumersi questa responsabilità”.

La deputata dell’UdC Eleonora Lo Curto, promotrice all’Ars di questa battaglia, ha così commentato la vicenda: “È stato un percorso lungo che però ha fatto giustizia dell’autodeterminazione dei cittadini di questa porzione di territorio, a ridosso dei comuni di Trapani, Marsala e Paceco, che finalmente vedono riconosciute le ragioni per le quali si sono battuti al fine di ottenere la propria autonomia da Trapani. Se questi cittadini si sono spinti a tanto è perché da sempre si sono sentiti marginali ed estranei all’amministrazione cittadina”.

 

La sede legale provvisoria, nelle more dell’approvazione dello statuto, sarà nel Comune di Trapani. Nel frattempo che tutto venga definito appena tutto l’iter burocratico sarà completato, il personale del Comune di Trapani, residente nelle frazioni scorporate, passerà alle dipendenze del nuovo ente locale e il nuovo Comune sarà gestito da un commissario straordinario fin quando non avverrà l’elezione del nuovo Sindaco e del Consiglio.

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