Condividi:
  • La frana a Niscemi ha fatto scattare l’allarme sul dissesto idrogeologico in Italia e le zone a rischio.

🌍 Introduzione

Niscemi, comune del Nisseno, è diventato il simbolo della fragilità idrogeologica siciliana. Dopo giorni di piogge intense e il passaggio del ciclone Harry, un vasto movimento franoso ha iniziato a divorare interi quartieri, costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case e mettendo in ginocchio la viabilità e la vita quotidiana della comunità.


📌 Cosa è accaduto

Un fenomeno non improvviso

La frana si è riattivata con violenza dopo un primo evento a metà gennaio, aggravata dalle piogge estreme che hanno saturato i terreni argillosi della zona, già classificati come altamente fragili.

Dimensioni e impatto

  • Fronte della frana: circa 4 km di estensione.
  • Sprofondamenti: fino a 55 metri in alcuni punti.
  • Sfollati: tra 1.500 e 1.600 persone costrette a lasciare le abitazioni.
  • Quartieri isolati: tre strade su quattro risultano chiuse, con rischio di isolamento totale del centro abitato.
    125

Le immagini dall’alto mostrano case spezzate, muri sospesi nel vuoto e interi isolati che si stanno lentamente deformando. La Protezione civile parla di una frana “senza precedenti” per la Sicilia.

Le parole delle istituzioni

Il sindaco Massimiliano Conti ha lanciato un appello diretto ai cittadini:
“È una frana drammatica, non voglio che qualcuno prenda sottogamba questo evento. Restate a casa.”


🔍 Perché è successo

Cause principali

  • Terreni argillosi e instabili, tipici della zona.
  • Piogge eccezionali legate al ciclone Harry.
  • Dissesto idrogeologico cronico, con allarmi ignorati per decenni.
    53

La frana è classificata come frana a scorrimento, un fenomeno che può avere fasi di accelerazione, rallentamento e nuove riattivazioni. Non si tratta quindi di un evento isolato, ma di un processo che può durare settimane o mesi.


🔮 Cosa accadrà

1. Allargamento della zona rossa

Gli esperti prevedono che tutte le case entro 50–70 metri dal fronte crolleranno inevitabilmente. La zona rossa è già stata ampliata a 150 metri e potrebbe estendersi ancora.

2. Delocalizzazione delle abitazioni

Le abitazioni più vicine al fronte franoso saranno definitivamente abbandonate. È già allo studio un piano di delocalizzazione per gli sfollati, con contributi economici e nuove aree edificabili.

3. Rischio isolamento del paese

Con tre strade su quattro chiuse, il rischio è che Niscemi rimanga parzialmente isolata. Saranno necessari interventi urgenti sulla viabilità e nuove infrastrutture.

4. Monitoraggio continuo

La Protezione civile sta monitorando il terreno “momento per momento”. Il movimento non si è fermato e potrebbe proseguire per settimane.

5. Dibattito sui fondi e sulla gestione dell’emergenza

Sono già emerse polemiche sulla quantità di fondi destinati agli sfollati e sulla lentezza degli interventi. Alcune case sono talmente pericolose che neppure i vigili del fuoco possono entrarvi.


🧭 Conclusione

La frana di Niscemi non è solo un disastro naturale: è il risultato di anni di incuria, cambiamenti climatici e fragilità strutturale del territorio. Il futuro del paese dipenderà dalla capacità delle istituzioni di intervenire rapidamente, mettere in sicurezza le aree a rischio e offrire soluzioni concrete agli sfollati. Nel frattempo, la comunità resta sospesa tra paura, incertezza e la speranza che il peggio sia passato.