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presidio preparato da Slc Cigl, Fistel Csl, Uil Fpl Ugl, davanti al Palazzo dei Normanni per l’esame di emendamento dell’ars

la programmazione di domani

sit-in in piazza davanti al Palazzo dei Normanni domani alle ore 14, prima della seduta in aula, per gli ex lavoratori Almaviva. Si sono mobilitati Slc Cigl, Fistel Csl, Uil Fpl e Ugl per la presa in esame dell’emendamento in programma dell’Ars, che legherebbe ad un numero unico europeo 116117 il bacino degli ex lavoratori call center. Proprio per questo era stato stimolato il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, a prendere provvedimenti, dopo le proteste del 25 marzo. L’ammonimento arrivato però dai sindacati riguarda il trasformare le parole nell’atto pratico.

la critica dei lavoratori

Dopo la risposta dell’Ars di mercoledì scorso, le attenzioni dei lavoratori si sono dirette alle istituzioni regionali, ree di non aver partecipato all’incontro stabilito. “Tale assenza non può essere considerata un mero disguido organizzativo, ma rappresenta un fatto politico grave, che conferma la distanza della Regione siciliana rispetto a una delle vertenze occupazionali più rilevanti e delicate del territorio. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di inerzia e inadeguatezza delle risposte istituzionali già più volte denunciate dalle scriventi organizzazioni sindacali. Non essersi presentati al confronto equivale a sottrarsi alle proprie responsabilità nei confronti di 387 lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie, che da oltre tre anni attendono soluzioni concrete, non più rinviabili”. “La vertenza Almaviva non può rimanere sospesa né essere affidata a iniziative isolate. È indispensabile che la Regione siciliana convochi con urgenza il tavolo istituzionale, garantisca la presenza del presidente della Regione, che ha assunto impegni precisi nei confronti degli ex lavoratori Almaviva, definisca tempi certi per i processi di ricollocazione, attivi senza ulteriori ritardi i progetti già annunciati, a partire dal servizio 116117 e dai percorsi di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Come già ribadito, il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio ai fatti. Oggi questo non è più un auspicio, ma una condizione minima di credibilità istituzionale. In assenza di risposte immediate e verificabili, le organizzazioni sindacali annunciano l’avvio di ulteriori e più incisive iniziative di mobilitazione e pressione istituzionale, a tutela della dignità e del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”.

Gabriele Cillino

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