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CHIUSURE TOTALI, ZONA ROSSA E SICILIA. PARLA IL PRESIDENTE DELL’ARS GIANFRANCO MICCICHE’

Quasi un anno fa l’intera Italia diventava zona rossa. Molte regioni, nonostante i pochi contagi e a volte anche nulli, vennero chiuse come quelle in cui il Sars-Cov-2 aveva ormai preso spazio. Una decisione, quella di rendere rossa anche una regione come la Sicilia che non è piaciuta a molti. In merito a questo, al Time Magazine di oggi ha parlato il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè.

 

Di seguito le sue dichiarazioni:

«Questa cosa dei colori delle Regioni è follia. Abbiamo avute isole come Favignata zona rossa quando i contagi erano a zero. Quando fai un lavoro di questo genere, perché far fallire i ristoratori anche delle isole minori dove non c’erano positivi? Questo è stato un errore clamoroso. Oggi arancione, domani rosso e dopodomani giallo è schizofrenia. Gli scienziati avevano fatto il loro lavoro, ma non avevano tenuto conto di alcune situazioni. Sardegna e Sicilia non avevano bisogno di nessun colore e bastava chiudere aeroporti e porti e il contagio non sarebbe potuto arrivare. Hanno fatto chiudere la Sicilia con dei contagi che erano meno di quelli della Provincia di Como. I contagiati arrivarono a seguito delle 30 mila persone che rientrarono nell’isola dalla Lombardia. Il blocco totale degli ingressi era stato fatto, ma due giorni dopo. Mia figlia sentita questa cosa era tra quelli che sono rientrati. Comanda la Lombardia».

In merito alle decisioni prese, Miccichè ha così dichiarato:

«In Lombardia era comodo che le persone andassero via. La Lombardia aveva paura che solo alcune regioni potessero diventare rosse e altre no. Con la Lombardia chiusa e la Sicilia aperta è chiaro che la Sicilia avrebbe continuato a lavorare e dunque si sarebbero persi punti in percentuale di competitività. Conte ricevette l’Ordine del Nord che dissero: o tutti chiusi o nessuno. Durante il Governo Berlusconi arrivavano in Sicilia tanti di quei soldi che si fecero la Catania-Messina, i ponti perché arrivarono i soldi. Io ero viceministro dell’economia e ti posso garantire che non si perdeva nulla e anzi la Sicilia venne premiata perché furono spesi bene. Perché non si riesce ad utilizzare i soldi? È una domanda da porre al Governo. Neo-governo Draghi? Non posso cambiare idea perché non ci sono Ministri siciliani, ma è un brutto segnale per noi nel momento in cui bisognerà dividere i soldi per il Recovery Fund. Il Governo centrale deve stare attento a far fare le cose giuste».

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