Continuano le indagini sulla frana che ha colpito Niscemi il 25 gennaio.
Gli Indagati
In merito al disastro avvenuto, il procuratore di Gela Salvatore Vella ha informato di aver iscritto 13 persone nel registro degli indagati, con l’accusa di disastro colposo. Tra gli indagati ci sono gli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, con una lista di nomi che copre gli ultimi sedici anni di cariche. Sono indagati anche i capi della protezione civile di quel periodo, e i direttori generali della Regione che hanno lavorato nell’ambito del dissesto idrogeologico. Infine il responsabile dell’Ati, che avrebbe dovuto eseguire i lavori di mitigazione a inizio 2000. Lavori mai iniziati, e che hanno portato, nel 2010, a risolvere il contratto. “Affronto questa situazione con tranquillità, consapevole di aver sempre operato con correttezza e senso delle istituzioni”, dice il presidente della Regione Schifani, tra gli indagati. “Vado avanti nell’espletamento delle mie funzioni con serenità e determinazione, anche in virtù dei risultati fin qui raggiunti”.
L’Indagine
L’indagine verrà divisa in tre fasi. La prima riguarda le opere di mitigazione mai messe in atto e che avrebbero potuto ridurre le conseguenze della frana, se non impedirla completamente. La seconda avrà come tema i mancati interventi sulla raccolta e la regimentazione delle acque bianche e nere, che sono state la causa della frana. Infine, la terza e ultima fase riguarderà la zona rossa, sia quella interessata dalla frana del ’97 che quelle già considerate a rischio molto elevato. Il lavoro verterà sulle mancate demolizioni, sul blocco di costruzioni e su opere che non dovevano essere realizzate.
Nicholas Barone